Iran, cronache dai giorni post attentato: lutto e arresti di massa
9 Giugno 2017
Una donna a capo di una cellula Isis è stata presa e interrogata. Altri jihadisti catturati vivi. E un terzo commando (bloccato) era pronto a entrare in azione. Il punto su Therean, tra funerali e blitz antiterrorismo.

Un terzo commando era in giro a Teheran con bombe e armi, pronto a un altro attacco ma intercettato dalle forze speciali durante gli attentati in Iran del 7 giugno 2017. Altre decine di terroristi delle stesse cellule dell’Isis sono stati arrestati all’indomani nelle regioni di confine con l’Iraq e nella capitale. Sono 41 i jihadisti del sedicente Califfato che il ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato di avere catturato in operazioni antiterrorismo e tra questi, in base alle informazioni in possesso di Lettera43.it, ci sarebbe più di un attentatore in azione nelle stragi che hanno fatto 17 morti e una cinquantina di feriti. Gli attacchi più gravi nella storia della Repubblica islamica.
PRESA VIVA LA DONNA CAPO-CELLULA. Il quadro sta assumendo contorni più definiti. La catturata viva ufficiale del commando entrato nel mausoleo di Khomeini è una donna del Sud dell’Iran, interrogata dai servizi segreti e risultata essere il capo di una piccola cellula. Gli identikit dei cinque terroristi morti diffusi dall’intelligence apparterrebbero invece a tre membri uccisi dai pasdaran, i Guardiani della rivoluzione, e ad altri due jihadisti che si sono fatti esplodere durante gli attacchi al luogo sacro e al parlamento. È confermato che i commando fossero composti da almeno quattro terroristi ciascuno: di conseguenza sarebbero almeno altri due, oltre alla jihadista, i fermati in vita. Più altri membri del terzo commando bloccato.
