Violenza sulle donne, come funziona la rieducazione degli uomini
21 Maggi 2017
Responsabili di maltrattamenti, chiedono aiuto ai centri di ascolto. Il primo contatto, il lavoro in gruppo, l’accettazione: lo psicoterapeuta Bernetti illustra il percorso che riduce del 50% il rischio di recidiva.

A fermare la violenza sulle donne non sono tanto le urla, le ferite inflitte, molto spesso nemmeno la durezza delle condanne definitive o dell’esperienza detentiva. Piuttosto può essere efficace un processo di rieducazione e di riabilitazione dell’uomo violento che ne cambi convinzioni, schemi relazionali e mentalità. Un abuser può a un certo punto non esserlo più? I professionisti dei Cam (i centri di ascolto per uomini maltrattanti) credono di sì. E un uomo violento, se recuperato, non è in qualche modo un uomo giustificato. È piuttosto una donna in meno a sentirsi in pericolo di vita insieme ai suoi figli: sono circa 7 milioni in Italia quelle che hanno subito violenze almeno una volta nella vita. Quello degli abuser è buio, ma va esplorato. Perché il rischio di recidiva senza un adeguato trattamento è alto. Circa del 33%, secondo uno studio della Provincia di Trento.
IL NODO DELLA REITERAZIONE. I dati in circolazione, nonostante la difficoltà di equiparare contesti diversi, parlano della violenza sulle donne come di un problema persistente dove i centri per uomini danno il loro prezioso contributo. Lo studio Gondolf di provenienza americana rileva come l’80% non commetta più violenza nei successivi quattro anni dalla fine del trattamento e come la riduzione dei tassi di recidiva rispetto a chi non ha effettuato il percorso sia maggiore del 50%. Nell’evidenziare il problema della reiterazione dell’abuso conta anche molto lo stato emotivo delle vittime, il loro sentirsi in fine pena mai che le costringe a numerosi appelli pubblici, come per il caso di Lidia Vivoli (la ex hostess quasi ammazzata dal marito che ne temeva la scarcerazione), pur di scongiurare il rischio dettato dalla rimessa in libertà dell’ex o dal pericolo che esso possa ancora fare del male.
