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Vaticano, la guerra tra dicasteri finanziari frena la riforma del papa

21 Maggio 2017

È duello tra la Segreteria per l’Economia e l’Apsa, l’amministrazione del patrimonio della sede apostolica. Revisioni contabili, scarsa trasparenza, riciclaggio di denaro allo Ior: cosa scuote la Chiesa.

E’guerra aperta fra i due dicasteri vaticani che si occupano di finanza – La Segreteria per l’Economia e l’Apsa, l’amministrazione del patrimonio della sede apostolica – mentre su un altro versante l’azione di trasparenza va avanti, anche se dagli interventi della vigilanza emerge un dato non scontato: qualcuno prova ancora a usare l’Istituto per le opere di religione (Ior), cioè la banca vaticana, come lavanderia per il riciclaggio di denaro. Sono questi, in estrema sintesi, i dati di fondo con i quali si deve misurare la riforma di papa Francesco in campo finanziario dopo quattro anni di pontificato. E se molti passi avanti sono stati compiuti, restano questioni aperte tutt’altro che minori.

DUE LETTERE DA NON SEGUIRE. Una lettera inviata dal prefetto della Segreteria per l’Economia, il cardinale George Pell, e dal revisore generale del Vaticano, Libero Milone, a tutti i dicasteri vaticani chiedeva a questi ultimi di non prendere minimamente in considerazione altre due missive, risalenti ai primi di maggio, provenienti dall’Apsa e sottoscritte dal Segretario del medesimo dicastero, monsignor Mauro Rivella.