General, ,

Libano: una start up per l’istruzione dei rifugiati

19 Maggio 2017

Una scuola, una piccola oasi di felicità in un deserto di privazione

La scuola di Miniara, piccola realtà nel nord del Libano, è la prova che la guerra toglie agli uomini solo le risorse materiali. Nonostante le difficoltà, Muwafaq è riuscito a trasformare un’idea, nata in una tenda di un campo profughi, in un luogo reale di supporto e aggregazione. L’amore per i bambini, il desiderio di allontanarli dall’orrore della guerra, la voglia di riscatto, hanno fatto avvicinare a quell’idea molti altri uomini e donne, che hanno portato nuove risorse, e grazie al loro supporto oggi la scuola è un punto di riferimento per moltissime famiglie siriane.

Ibrahim suona ripetutamente una  piccola campana e in pochi secondi accorrono verso di lui una cinquantina di bambini: è il momento dell’intervallo. il cortile principale viene invaso dalle urla, dalle risa, dalla gioia del momento. Si corre, si gioca, si cantano canzoni. Sulla ghiaia, all’ingresso del campo, una ragazza disegna con bombolette spray fiori colorati su di un vecchio pulmino: “E’ quello che viene utilizzato per andare a prendere i bimbi che vivono nei campi profughi della zona e portarli qui” ci spiega Paola, dell’associazione Mishwar, che dal 2016 è attiva in Libano per aiutare i rifugiati. Pochi bambini sembrano accorgersi del lavoro della giovane artista, preferiscono correre e organizzare giochi. Marie Joe nel frattempo continua a disegnare. Il suo tratto preciso e la sua creatività danno forma a bellissimi fiori di ogni genere e colore, e il vecchio pulmino si trasforma rapidamente in un’opera d’arte.