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I guai della Cia: il mio nome è Ron, Ron Aledo

26 Maggio 2017

Intervista esclusiva all’analista senior della Cia, collaboratore dell’FBI e specialista in sicurezza e comunicazione per il Dipartimento di Giustizia del Governo degli Stati Uniti

Il 21 maggio, il ‘New York Times’ ha citato 10 attuali ed ex funzionari statunitensi che hanno descritto, in anonimato, la violazione dell’intelligence come uno dei peggiori negli ultimi dieci anni dal titolo ‘China Cripples CIA operations, kills informants‘.

Tra il 2012 e il 2013, in un tentativo apparente da parte della Cina di intimorire gli 007 americani, un agente è stato giustiziato davanti ai suoi colleghi nel cortile di un edificio governativo. Un’altra ventina di agenti sarebbero stati uccisi durante le attività di spionaggio a Pechino. Alcuni investigatori sono convinti che ci fosse una talpa all’interno della CIA, in particolare un cittadino chino-americano che ha lasciato l’intelligence subito dopo l’esecuzione esemplare nel 2013, e che ora vive in un altro Paese asiatico. I ricercatori che hanno rifiutato la tesi della talpa, danno la colpa al mancato rispetto delle procedure da parte degli 007, tesi credibile poiché conosciamo il know-how di raccogliere informazioni dei servizi americani, ma anche i tradimenti dell’agente CIA Aldrich Ames e dell’agente dell’FBI Robert Hansen, arrestati nel 1994 e nel 2001, rispettivamente in Russia ed Ex Unione Sovietica. Ex funzionari hanno detto che un ristorante utilizzato per incontri con le fonti di informazione era stato dotato di dispositivi di ascolto e che i camerieri fossero in realtà agenti cinesi. Un fatto del genere era accaduto anche in Libano, come aveva rivelato un reportage dell’ABC. In quel caso la Cia aveva una talpa in Hezbollah. Il dibattito su chi o cosa fossero i colpevoli del fallimento della Cia in China rimane irrisolto, afferma il giornale, d’altra parte la CIA, che ha rifiutato di commentare il Times, si è sempre rifiutata di dare spiegazioni.