Brasile, una Mani Pulite senza rinnovamento all’orizzonte
30 Maggio 2017
L’operazione Lava Jato scuote il Paese. Portando ad arresti bipartisan. E alla crisi dei partiti storici. Ma di nuovi politici nemmeno l’ombra. Così le prossime elezioni potrebbero incoronare l’ex presidente Lula.

Le manifestazioni in corso a Brasilia e in tutte le principali città del Brasile sono state scatenate da un audio pubblicato dalla rete O Globo in cui si sente il presidente della Repubblica Michel Temer (succeduto a Dilma Rousseff dopo un processo di impeachment che molti sostengono essere un golpe parlamentare) parlare di tangenti da dare all’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha (ora in carcere nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato), affinché continui a mantenere il silenzio. In realtà, il Brasile è nel caos da prima che sia Temer sia Aécio Neves (leader dell’opposizione) fossero incastrati per tangenti da un’operazione coordinata dalla polizia federale (con la complicità di importanti imprenditori che hanno denunciato le mazzette pagate nel corso degli anni), ossia da quando un’indagine giudiziaria denominata “Lava Jato” ha iniziato a mandare in carcere politici e imprenditori di tutte le correnti politiche a partire dal 2014.
TANGENTI BIPARTISAN. L’indagine, nata da un ramo di una precedente inchiesta per tangenti chiamata Mensalão, ha coinvolto imprenditori e politici di tutti i livelli. Sono implicati principalmente coloro che hanno elargito e hanno ricevuto mazzette dall’impresa pubblica di energia Petrobras (l’Eni brasiliana), e nel corso degli anni sono finite in carcere decine di politici legati a tutti gli schieramenti, dall’ex partito di governo, il Pt (di sinistra), all’opposizione del Psdb di Aécio Neves (di destra), passando per la formazione dell’attuale presidente Temer, il Pmdb. Quel che da italiani possiamo notare nell’ambito di questa inchiesta è la grande somiglianza con un’indagine nostrana degli Anni 90: Mani Pulite. Lo schema appare lo stesso: un imprenditore che denuncia un altro imprenditore per non dover più pagare tangenti per vincere gare d’appalto truccate, da cui nasce un’indagine che si allarga a macchia d’olio coinvolgendo tutti i settori della società e della politica senza mai trovare una fine.
