Africa Orientale: Giappone e Gran Bretagna cooperazione vincente
3 Aprile 2017
La strada della cooperazione economica scelta dai due Paesi è preferita dai governi africani

La East African Community (EAC) è il più avanzato esperimento di integrazione economica regionale esistente nel continente africano. Gli Stati membri -Burundi, Kenya, Rwanda, Sud Sudan, Tanzania e Uganda- stanno consolidando il mercato comune regionale tramite l’eliminazione delle dogane interne e facilitazioni per il commercio interstates. Sulla falsa riga della Unione Europea la EAC si è posta come obiettivo quello di creare una vera e propria confederazione di Stati rafforzando i poteri del già esistente Parlamento EAC (con sede ad Arusha, Tanzania), armonizzando le varie politiche fiscali e finanziarie dei singoli governi, introducendo moneta e cittadinanza uniche e creando un esercito regionale di cui è embrione la Forza di Rapido Intervento formata, al momento, da reparti degli eserciti keniota, ruandese e ugandese.
Il progetto EAC, a differenza di quello europeo, mette sullo stesso piano di importanza le merci e le persone. Nella visione dei suoi padri fondatori, la EAC deve essere prima di tutto una confederazione di Stati dell’Africa Orientale sentita dai propri cittadini. La libera circolazione delle persone, tramite l’annullamento del visto di ingresso per gli abitanti della EAC, è il primo passo per una cittadinanza unica (concretizzata da un unico passaporto EAC che sostituisce i passaporti nazionali). Un traguardo che dovrebbe essere raggiunto tra il 2018 e il 2020.
