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Vaticano, i blocchi di potere che ostacolano la lotta alla pedofilia

2 Marzo 2017

La Congregazione per la dottrina ostacola la Commissione per la tutela dei minori. George Pell è accusato di aver coperto casi in Australia. La guerra di Francesco alla pedofilia è un bivio. Chi la spunterà?

La  mancanza di collaborazione da parte della Congregazione per la dottrina della fede con la Pontificia commissione per la tutela dei minori è stata «vergognosa». È tutta in quest’aggettivo la gravità della crisi apertasi ai massimi vertici del Vaticano su un tema diventato da tempo uno dei punti di maggior fragilità della Chiesa cattolica: gli abusi sessuali su bambini e adolescenti. A pronunciarla è stata Marie Collins uno dei membri più autorevoli e rispettati dell’organismo vaticano istituito da papa Francesco nel 2014, che si occupa di promuovere politiche e pratiche di salvaguardia dell’infanzia.

ABUSATA DA BAMBINA. La Collins, che a sua volta fu abusata da un prete da bambina, ha annunciato le proprie dimissioni dalla Pontificia commissione per i continui ostacoli opposti al lavoro dell’organismo dalla Curia e in particolare dal dicastero che più di altri segue i casi di pedofilia e abusi: ovvero la Dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio, che gestisce le migliaia di processi canonici in corso in tutto il mondo legati a reati connessi con la pedofilia o gli abusi.