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Le guerre di Obama

12 Febbraio 2017

Che presidente è stato, dal punto di vista militare, quello che ha vinto prematuramente il Nobel per la pace e viene accusato di aver bombardato troppo e troppo poco?



Una delle critiche che circolano di più su Barack Obama, anche in Italia, è quella che lo definisce un “guerrafondaio”: il presidente che nonostante il premio Nobel per la Pace e la pubblica opposizione al ricorso della forza armata si è avventurato in molte operazioni militari in paesi che non erano in guerra con gli Stati Uniti. È un argomento che è stato in parte usato nelle ultime settimane per mettere le mani avanti di fronte a possibili nuovi interventi militari decisi dall’amministrazione di Donald Trump, ma anche legato alle più ampie critiche di chi non condivide l’idea che Obama ha voluto lasciare di se stesso, cioè quella di un presidente riluttante a usare la violenza. È un tema interessante, che non si può però liquidare solo contando i paesi che Obama ha bombardato durante la sua presidenza (spoiler: sette), ma deve essere pensato guardando a molte altre cose, per esempio a come è cambiato il modo di fare la guerra negli ultimi quindici anni e a come sono cambiate le minacce che devono affrontare oggi gli Stati.
Per esempio potrebbe sorprendere che questa critica a Obama è tanto diffusa tra certa stampa e i commentatori online, ma quasi per niente tra gli analisti ed esperti di sicurezza nazionale e di politica estera, di qualsiasi settore: anzi, Obama viene criticato da molti di loro per avere ridotto il ruolo dell’esercito, per avere usato la forza militare con timidezza e per avere parzialmente ritirato i soldati americani da paesi che avevano bisogno di essere stabilizzati dopo interventi militari precedenti, cioè l’Iraq e l’Afghanistan. Quindi, a voler tirare le fila: Obama è stato un guerrafondaio o un presidente riluttante a fare la guerra? Dove ha deciso di attaccare, e in che modo? Partiamo dall’inizio: da quello che sappiamo dell’idea di guerra che ha formulato Obama prima della sua elezione e durante i suoi due mandati presidenziali.