Assange al Presidente Obama: “Mi consegno agli Usa se grazi il soldato Manning”
15 Gennaio 2017
Chelsea Manning (all’anagrafe Bradley) è il soldato transgender che sta scontando dal 2010 una pena di 35 anni per aver rivelato informazioni segrete su WikiLeaks

Colpo di scena nella lunga telenovela tra Julian Paul Assange e il governo degli Stati Uniti d’America. L’attivista australiano è noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks, del quale è cofondatore e caporedattore. Assange, nascosto nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per evitare l’arresto per un’accusa di stupro in Svezia, ha inviato un messaggio “di pace” al presidente uscente Barack Obama (a pochi giorni dall’uscita dalla Casa Bianca) nel quale si dice disposto a consegnarsi alle autorità di Washington in cambio di una grazia a Chelsea Manning (all’anagrafe Bradley), il soldato transgender che sta scontando dal 2010 una pena di 35 anni a Fort Leavenworth, in Kansas, per aver rivelato informazioni segrete militari e diplomatiche proprio su WikiLeaks.
WikiLeaks (traducibile in “fuga di notizie”) è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore protetto, documenti coperti da segreto di Stato, militare, industriale, bancario che poi vengono resi pubblici sul sito omonimo. Il fine è quello di pubblicare materiale “che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende” tenuti nascosti. Gran parte dello staff del sito è anonimo per assicurare che che nessuno – giornalisti e informatori – venga perseguito per la diffusione di documenti sensibili, come accaduto a Manning.
