Estrema destra in Europa? Istruzioni per l’uso
1 Febbraio 2017
Neonazionalismo, populismo, neofascismo: ne parliamo con Valerio Castronovo e Gabriele Maestri

Lo scorso 17 Gennaio la Corte Costituzionale tedesca ha respinto la richiesta del Bundesrat di dichiarare l’illegalità del Partito Nazionaldemocratico (Nationaldemokratische Partei Deutschlands, NpD), principale partito di estrema destra attivo in Germania dal 1964. Un primo tentativo di escludere l’Npd dalla partecipazione alla vita politica, era avvenuto nel 2003 su iniziativa del governo federale, ottenendo anche in quel caso un diniego da parte della Corte. La Corte Costituzionale ha asserito che nonostante il partito in questione disprezzi la dignità umana, manifesti idee contrarie alla democrazia e alcuni suoi rappresentanti abbiano commesso atti criminali, non sussiste alcuna prova che sia in grado di portare avanti i suoi scopi e/o incidere concretamente sulla vita politica parlamentare.
Alla base della decisione della Corte c’è forse l’evidente discesa del partito Nazionaldemocratico che negli ultimi dieci anni ha perso oltre un terzo dei suoi militanti (oggi conta appena cinquemila membri) e che difficilmente otterrà risultati rilevanti alle prossime elezioni parlamentari. Un Altro partito a destare le preoccupazioni del Bundesrat è Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, AfD), che oltre a fare dell’euroscetticismo uno degli elementi principali della sua campagna elettorale, esalta i problemi legati ai flussi migratori , in particolare quelli provenienti dai Paesi arabi e nordafricani, finendo per sposare la linea dura dei partiti di estrema destra come l’NpD. Interessante è l’ascesa dell’AfD che attualmente registra la presenza dei suoi rappresentanti in 9 Länder su 16 e che spinge alcuni esperti a prevedere un risultato del 12-15% alle prossime elezioni nazionali.
Spostandoci dalla Germania risulta evidente che l’estrema destra sta vivendo un momento di forte dinamismo in molti Paesi dell’Unione Europea. In Francia il partito fondato da Jean-Marie Le Pen nel 1972 Fronte Nazionale (Front National, FN) oggi guidato dalla figlia Marine Le Pen, sta registrando un numero crescente di consensi (dal 4,3 delle elezioni legislative del 2007 al 13,6 del 2012). Dopo gli attentanti di Parigi e di Nizza gli esperti concordano che questi consensi sono destinati a crescere ulteriormente.
In Belgio, in cui per la sua particolare divisione territoriale i partiti sono espressione delle diverse comunità linguistiche, sta catturando l’attenzione l’ascesa di Interesse Fiammingo (Vlaams Belang) , partito fondato nel 2004, e che sembrerebbe molto vicino all’italiana Lega Nord , dalle forte connotazioni indipendentiste e che ribadisce la necessità di porre dei limiti all’accoglienza dei migranti.
I sondaggi dell’Istituto Maurice de honde mostrano come in Olanda, il Partito per la libertà (Partij voor de Vrijheid, PVV), guidato da Geert Wilders, abbia buone possibilità di vincere in particolar modo grazie alle paure degli elettori legate al terrorismo. Geert Wilders in questi anni si è schierato in modo netto contro l’Islam adottando spesso slogan nazionalisti e xenofobi verso gli immigrati e i cittadini olandesi di fede islamica. Inutile dire che come per la Francia, le elezioni olandesi del 2017 sono tra le più attese.
Qualcosa di analogo sta avvenendo nei Paesi del Nord Europa. In Danimarca cresce l’influenza del Partito del Popolo Danese (Dansk Folkeparti, DF) che alle elezioni legislative del 2015 ha ottenuto il 21,1% dei voti ( rispetto al 13,3% del 2007) e che viene considerato un partito di estrema destra in particolare per la posizione assunta nei confronti dell’immigrazione proveniente dai Paesi Arabi.
In Norvegia i risultati elettorali del 2013 hanno chiaramente evidenziato lo spostamento degli elettori a destra, portando alla vittoria, con 99 seggi su 169 totali, la coalizione di Erna Solberg, leader del Partito Conservatore norvegese (Høyre, H)
