L’Italia e la lotta al cyberbullismo
7 Febbraio 2017
Oggi la prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola

Oggi è la prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete (Safer Internet Day) indetta dalla Commissione Europea. ‘Cuori Connessi‘ è il titolo del docufilm realizzato dalla Polizia di Stato, incentrato sulla tematica del bullismo in rete, presentato ieri a Montecitorio, presso la Camera dei Deputati. «C’è una legge già approvata al Senato contro il cyberbullismo e spero venga approvata entro la fine di questa legislatura». Facendo riferimento al disegno di legge approvato proprio ieri dal Senato, con 224 sì, un solo no e 6 astenuti, sono queste le parole pronunciate in occasione della proiezione del lavoro dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, bersaglio lei stessa, non più tardi di qualche settimana fa, di una raffica di insulti e di offese molto gravi attraverso le piattaforme social. Il disegno di legge punta sulla prevenzione ed educazione sia delle vittime che dei ‘bulli’, definendo, finalmente, il fenomeno e la possibilità, per il minore, anche senza informare il genitore, di chiedere direttamente al gestore del sito l’oscuramento o la rimozione delle offese. Se questi dovesse ignorare l’allarme, la vittima, una volta informato il genitore, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy, il quale entro 48 ore sarà chiamato ad intervenire.
Certamente, il cyberbullismo è una conseguenza della modernità e dell’era Internet, del «tutto connesso», della «dittatura del like», dei «followers», ma è anche figlio del ‘bullismo’, piaga sociale mai veramente compresa e combattuta. Un fenomeno le cui proporzioni sono impressionanti se si considerano gli effetti che può avere sulla vita di un individuo minorenne o adulto che sia. Insita nel problema è la tematica sociologica dell’ «etichettamento», del non rispetto del ‘diverso’ da chissà quali canoni o stereotipi e quindi la quotidiana vessazione e umiliazione inferta senza pietà alla vittima. La vittima è tale non perché debole di suo, ma perché, spesso, sola di fronte al ‘branco’, senza appoggi, soprattutto se minore. La problematica diventa ancora più complessa se si considera la mancanza di certezze e di punti di riferimento veri che affligge la società contemporanea, una società «liquida», in cui i deboli e i loro bisogni non trovano risposte.
«La politica può riacquisire fiducia se fa quello che dice» ha continuato Laura Boldrini, sottolineando la responsabilità delle istituzioni, ossia di coloro che hanno il compito di mettersi al servizio dei cittadini, in questo ritardo di legislazione. Di sicuro, si tratta di un fenomeno complicato che non può esser oggetto di attenzione da parte della politica, se non lo si collega a strategie educative. L’ educazione in questo senso dovrebbe riguardare non solo i piccoli, ma anche gli adulti, dando risalto tanto ai pro quanto ai contro dell’uso della rete. Ed è questo quello che il Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e Ricerca ha tentato di fare quando il 17 ottobre 2016 l’allora ministro Stefania Giannini ha firmato un Protocollo d’Intesa con la Presidente della Camera Laura Boldrini, al teatro Palladium, a Roma. Protocollo focalizzato sulla diffusione della Dichiarazione dei diritti e dei doveri in internet, frutto del lavoro di una Commissione studio istituita dalla Presidente della Camera.
