G7 e disuguaglianze: una lotta persa in partenza
26 Maggio 2017
Ridurle significherebbe far crescere l’economia: ne parliamo con Chiara Saraceno, sociologa e filosofa

Si è aperto oggi il G7 di Taormina. Tra le questioni in agenda ci saranno clima, immigrazione, lotta al terrorismo, commercio internazionale. Non pare che l’Italia avrà una Presidenza semplice: alcune diversità di opinione, infatti, adombrano la serenità e la riuscita del Vertice. Ma i 7 Paesi hanno una cosa che li accomuna tutti: il problema della crescita delle disuguaglianze. Un problema che, secondo quanto riportano i dati dell’OECD (Organisation for Economic Co–operation and Development), continua ad avere lo stesso preoccupante andamento da trent’anni a questa parte.
Anche l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha già lanciato l’allarme, sottolineando che, ridurre le disuguaglianze di reddito, vuol dire stimolare la crescita economica. Secondo l’analisi, infatti, i Paesi in cui le disparità di reddito sono in diminuzione, crescono più velocemente rispetto a quelli in cui crescono le disuguaglianze.
