Elezioni in Kenya in alto mare
26 Maggio 2017
A meno di 2 mesi e mezzo dalle elezioni partiti e macchina elettorale continuano offrire un desolante scenario di disorganizzazione e violenze

Il presidente keniota Uhuru Kenyatta domani, insieme agli omologhi di Tunisia (il Presidente Beji Caid Essebsi), Nigeria (il Presidente Muhammad Buhari), Niger (il Presidente Mahamadou Issoufou), Etiopia (il premier Hailemariam Desalegn), presenzierà a una sessione di lavori del G7 di Taormina dedicata all’Africa. Una giornata internazionale alla quale si porterà dietro la campagna elettorale in corso nel Paese e che di certo non sta andando nel migliore dei modi.
A meno di 2 mesi e mezzo dalle elezioni partiti e macchina elettorale continuano offrire un desolante scenario di disorganizzazione e violenze che aumenta le paure di una crisi nazionale post-elettorale. Il Presidente uscente Uhuru Kenyatta è riuscito a farsi eleggere candidato della coalizione governativa Jubilee. Come primo atto ha visitato Cina e Gran Bretagna per assicurarsi il loro appoggio politico e i finanziamenti della sua campagna elettorale. Finanziamenti necessari visto che queste elezioni saranno, per i candidati, le più costose della storia del Paese. Dalle elezioni del 2013 è sorta una industria del marketing elettorale, fatta di aziende nazionali e mondiali che assicurano ai candidati una moderna campagna elettorale con il supporto dei social network e pubblicità. Marketing alla ‘americana’ dove la promozione del candidato è basata sulla sua popolarità e da semplici slogan populisti, dove è totalmente assente il programma politico. Per la Presidenza i candidati devono affrontare una spesa minima di 50 milioni di dollari. Per il posto di Governatore occorrono 6 di milioni, mentre per diventare parlamentare solo 15.000 dollari.
