Siria, il jihadismo cinese dei combattenti uiguri
27 Maggio 2017
Non parlano arabo, sono chiusi e poco noti fuori dal Paese. Ma i militanti del Partito islamico del Turkistan contano 5 mila adepti che si alleano con al Qaeda e Isis. Per lottare contro le forze governative. La storia.

La loro presenza in Siria è poco nota al di fuori del Paese. Quasi nessuno parla l’arabo e vivono chiusi nelle loro comunità. Sono i combattenti cinesi del Partito islamico del Turkistan (Tip), una presenza militare ben organizzata che ha avuto un ruolo rilevante in molte battaglie contro l’esercito del presidente Bashar al Assad nelle regioni del Nord.
«LEONI NELLE OFFENSIVE TERRESTRI». Abu Dardaa al-Shami, membro del gruppo estremista Jund al-Aqsa, ha dichiarato che gli uomini del Tip «sono leoni nelle offensive terrestri. Lo posso dire con certezza dopo aver combattuto con loro in tante battaglie al Nord. Il loro ruolo è quello di scatenare il caos e combattere fino alla morte prima che inizi un attacco importante». Migliaia di militanti cinesi sono venuti in Siria da quando la guerra civile del Paese è iniziata nel marzo 2011, per combattere contro le forze governative ei loro alleati. Molti si sono uniti al ramo di al Qaeda nel Paese, altri all’Isis e un numero ridotto a formazioni minori, come l’ultra oltranzista Ahrar al-Sham.
