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Ecco chi sono le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda Il gruppo terrorista reduce dal 1994 tornato oggi una minaccia regionale

Di Fulvio
Beltrami, L’Indro, 10 maggio 2018

Le FDLR,
inserite nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali dal
2005, sono nate nel 2000 grazie al sostegno di esperti militari francesi che
hanno riorganizzato quello che restava dell’esercito dell’ ex Presidente
ruandese Juvenal Habyarimana (FAR, Forze Armate Ruandesi) e delle milizie
genocidarie Interahamwe,
responsabili del genocidio ruandese del 1994.

Come le
odierne Imbonerakure, le Interahamwe erano l’ala giovanile del Movimento
Repubblicano Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo
, il partito
del presidente Juvenal Habyarimana. Nell’aprile 1994 giocarono un ruolo fondamentale
per lo sterminio di 1 milione di persone.
Durante
l’ultimo mese dell’Olocausto, giugno 1994, la Francia inviò in Rwanda un
contingente militare (Operazione
Turquoise
) con la scusa di proteggere la popolazione. Gli obiettivi
dei militari ruandesi erano semplici: far fuggire il governo genocidario e
organizzare la resistenza delle sue forze armate al nord est del Paese, vicino
ai confini con lo Zaire, attuale Repubblica Democratica del Congo. Dinnanzi
all’avanzata del Fronte Patriottico Ruandese di Paul Kagame, supportato da
truppe ugandesi e da esperti militari americani, FAR e Interahamwe non
riuscirono a tenere il fronte nelle zone ancora occupate. Di conseguenza
decadde il piano di Parigi di creare una situazione di stallo militare e convincere
l’esercito di liberazione ruandese a formare un governo di coalizione con le
forze che avevano massacrato un milione di ruandesi in soli 100 giorni. Durante
l’Operazione Turquoise, nei territori ancora controllati dalle forze
genocidarie continuerà l’olocausto contro tutsi e hutu moderati.
Per
evitare la disfatta definitiva delle forze genocidarie, i militari francesi
organizzarono un esodo di massa dei civili ruandesi hutu, forzandoli a
rifugiarsi nel vicino Zaire. Il corridoio umanitario di oltre 1,5 milioni di
persone servì a far oltrepassare la frontiera zairese a quello che rimaneva
delle FAR e milizie genocidarie. Dai campi profughi del Nord e Sud Kivu, queste
forze genocidarie furono riorganizzate e tentarono a più riprese di invadere il
Ruanda e di riconquistarlo. Nel 1996 l’esercito ruandese entra nello Zaire con
l’obiettivo di distruggere le FAR e Interahamwe e destituire il dittatore
Mobutu Sese Seko suo alleato.
Dopo la
loro fondazione le FDLR riuscirono a imporsi come una valida forza militare
durante la Seconda Guerra Pan Africana (1998 – 2004) in difesa del regime di Joseph
Kabila contro le forze ugandesi e ruandesi. Dal 2004 al 2014 il gruppo terroristico
viene tollerato dalla missione di pace ONU in Congo, MONUSCO, e diventa socio
in affari della Famiglia Kabila che gli permette di sfruttare le risorse
naturali dei territori occupati all’est del Paese. Uno sfruttamento che ha
gravi conseguenze sulla popolazione civile congolese: massacri e lavoro forzato
anche minorile.
Tra il
2009 e il 2012 le FDLR vengono utilizzate come forza di interposizione contro
le due ribellioni Banyarwanda sostenute da Uganda e Ruanda: quella del
Colonnello Laurent Nkunda (2009) e quella del Movimento 23 Marzo (M23) nel
2012. Durante questo convulso periodo le FDLR riescono, grazie alla complicità
del governo di Kinshasa, della MONUSCO e della Francia, ad aumentare gli
effettivi arrivando ad una forza stimata tra i 12.000 e i 22.000 uomini,
composta per la maggior parte da giovani congolesi che intravvedono nel gruppo
terroristico un’ottima occasione per sfuggire da disoccupazione e povertà
cronica.
Dal 2010
le FDLR intrecciano una complicata rete di alleanze
strategiche
con gruppi armati congolesi denominati Mai Mai creati da
Kinshasa durante la Seconda Guerra Pan Africana come forze di autodifesa locali
contro l’aggressione ugandese e ruandese ma mai sciolte dopo la fine del
conflitto. L’alleanza con i Mai Mai rende le FDLR un potente quanto scomodo
alleato e socio in affari del regime congolese. I milioni di dollari di
profitti scaturiti dal traffico illegale di minerali preziosi quali oro e
coltan arricchiscono la dirigenza delle FDLR in esilio in Francia composta
dagli organizzatori del genocidio del 1994. Almeno il 40% dei proventi viene
speso in armamenti procurati dalla Francia tramite triangolazioni con i Paesi
dell’Est Europa appartenenti all’ ex blocco sovietico.
Nel 2011
il quartiere generale dell’ala militare delle FDLR viene posto a Goma,
capoluogo della provincia del Nord Kivu, a breve distanza dal quartiere
generale della MONUSCO. La sede dell’ala politica FDLR occupa due appartamenti
in una palazzina a Parigi poco distante dal Eliseo. Nonostante che la
maggioranza dei rappresentanti politici FDLR siano ricercati dalla giustizia
internazionale per il genocidio del 1994, tuttora godono della protezione
francese.
Sempre
nel 2011 la Francia invia un gruppo di esperti militari a Goma con il compito
di addestrare e coordinare il gruppo terroristico ruandese. Nel 2013 le FDLR
vengono contattate dal Presidente burundese Pierre Nkurunziza affinché
addestrino un primo nucleo di giovani burundesi appartenenti alla milizia
paramilitare Imbonerakure, teoricamente l’ala giovanile del partito HutuPower
al potere dal 2005: il CNDD-FDD. Gli addestramenti segreti e tollerati anche
dalla missione di pace ONU MONUSCO, furono una tre le principali motivazioni
per l’omicidio
politico
delle tre suore italiane avvento domenica 7 settembre 2014:
Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bermadetta Boggian.
Nello
stesso anno la Comunità di Sant’Egidio tenta una mossa
diplomatica
per far riconoscere il gruppo terroristico come un
partito politico chiedendo al governo ruandese di aprire trattative di pace e a
formare un governo di coalizione con le forze genocidarie. Richiesta rifiutata
con sdegno da Kigali. Tra il 2013 e il 2016 le FDLR vengono
utilizzate
dal regime di Kinshasa per massacrare la popolazione
civile all’est del Congo. I maggior massacri si orientano contro l’etnia Nande
(di origine ugandese) tra Lubero, Beni e Butembo, e contro l’etnia tutsi
congolese Banyamulenge sull’altopiano di Mulenge, Sud Kivu.
Allo
scoppio della crisi burundese, originata dalla volontà di Nkurunziza di
accedere al terzo mandato, le FDLR vengono chiamate in Burundi per difendere il
Presidente. Progressivamente le FDLR occupano posti chiave all’interno
dell’esercito e polizia burundese riuscendo a influenzare la politica del
regime isolato a livello internazionale causa i continui massacri etnici e
politici. Le FDLR prendono il controllo della milizia paramilitare burundese
Imbonerakure (forte di 30.000 uomini) creando le basi per l’attuale posizione
di forza all’interno del Burundi. L’obiettivo ultimo è quello di riconquistare
il Ruanda.
Nel 2016
le FDLR vengono considerate dagli strateghi di Parigi come la principale forza
militare su cui fare affidamento per la realizzazione del piano segreto
di riconquista del Ruanda. Secondo i piani di Parigi una forza mista tra FLDR,
milizie congolesi e soldati burundesi dovevano invadere il Ruanda dal Congo e
dal Burundi, spodestare il governo di Kagame e instaurare nuovamente la dittatura
razziale HutuPower. Il piano viene bloccato da abili mossi dei governi di
Kampala e Kigali.
Approfittando
della debolezza politica del Presidente congolese Joseph Kabila (anch’esso in
cerca di un terzo mandato presidenziale) Uganda e Ruanda propongono una nuova
gestione
del traffico di minerali in cambio di supporto politico al
regime di Kinshasa. Come diretta conseguenza, il regime di Kinshasa tenta di eliminare
il vecchio socio in affari, le FDLR. Nel dicembre 2017
le truppe ugandesi invadono il nord est del Congo attaccando
i terroristi delle FDLR e le milizie congolesi Mai Mai loro alleate.
Nel marzo
2016 il conflitto contro le FDLR si estende anche alla provincia del Sud Kivu.
Le truppe ugandesi liberano vasti territori al confine con l’Uganda,
occupandoli per estrarre i minerali e controllare importanti giacimenti di
petrolio. Il compito di debellare le FDLR viene lasciato al debole esercito
congolese. Le FDLR riescono a resistere alle varie offensive grazie agli
armamenti giunti dalla Francia, in origine destinati per l’invasione del Ruanda.
Tutt’ora la guerra non dichiarata nell’est del Congo contro le FDLR è in pieno
corso, causando massacri tra i civili e circa 1,5 milioni di profughi interni, coinvolgendo
anche i caschi blu della MONUSCO. Impossibilitate ad invadere il Ruanda dal
Congo, le FDLR ora stanno progettando l’invasione dal Burundi, ormai sotto il
loro controllo. La grave crisi creatasi rischia di far scoppiare una guerra
regionale e un genocidio in Burundi.