Satrapi, razzi e dazi
Ugo Tramballi, ISPI, 03
marzo 2018
marzo 2018
Dice la Costituzione
cinese voluta nel 1982 da Deng Xiaoping: il presidente “non servirà per più di
due mandati”. Seguendone rigorosamente il dettato, ogni dieci anni il partito e
lo stato – che a Pechino sono la stessa cosa – cambiavano il leader e l’intera
classe dirigente. Era una forma di democrazia interna e generazionale che per
oltre 35 anni era stata l’alterativa funzionante a forme più avanzate di
sovranità popolare.
cinese voluta nel 1982 da Deng Xiaoping: il presidente “non servirà per più di
due mandati”. Seguendone rigorosamente il dettato, ogni dieci anni il partito e
lo stato – che a Pechino sono la stessa cosa – cambiavano il leader e l’intera
classe dirigente. Era una forma di democrazia interna e generazionale che per
oltre 35 anni era stata l’alterativa funzionante a forme più avanzate di
sovranità popolare.

Lo scopo
era duplice: sangue e idee nuove, un ricambio programmato generazionale per
guidare il paese più popoloso del mondo; e la volontà di non ripetere le
tragiche concentrazioni di potere come quelle di Mao e di Stalin, sostituendole
con una stabilità istituzionale.
era duplice: sangue e idee nuove, un ricambio programmato generazionale per
guidare il paese più popoloso del mondo; e la volontà di non ripetere le
tragiche concentrazioni di potere come quelle di Mao e di Stalin, sostituendole
con una stabilità istituzionale.
Negli
anni Novanta, quando visitavo la Cina, regolarmente chiedevo ai miei
interlocutori se insieme alle riforme economiche si stessero facendo strada
anche quelle politiche, verso una democrazia più compiuta. Oggi in Cina e
altrove, perfino in Europa, sarebbe una domanda fuori luogo. Ma allora avevamo
l’illusione che il modello occidentale si sarebbe progressivamente imposto: non
era la “fine della Storia” ma l’inizio di una storia diversa. I miei
interlocutori non rispondevano mai che la Cina era già una democrazia
“socialista” o “popolare” come invece mi dicevano all’Avana e a Caracas, o
“islamica” come a Teheran. A Pechino ammettevano che non c’era democrazia, che
occorreva tempo. Sarebbe venuta una volta realizzate le riforme economiche.
anni Novanta, quando visitavo la Cina, regolarmente chiedevo ai miei
interlocutori se insieme alle riforme economiche si stessero facendo strada
anche quelle politiche, verso una democrazia più compiuta. Oggi in Cina e
altrove, perfino in Europa, sarebbe una domanda fuori luogo. Ma allora avevamo
l’illusione che il modello occidentale si sarebbe progressivamente imposto: non
era la “fine della Storia” ma l’inizio di una storia diversa. I miei
interlocutori non rispondevano mai che la Cina era già una democrazia
“socialista” o “popolare” come invece mi dicevano all’Avana e a Caracas, o
“islamica” come a Teheran. A Pechino ammettevano che non c’era democrazia, che
occorreva tempo. Sarebbe venuta una volta realizzate le riforme economiche.
Quel
tempo è finito con le nostre illusioni. Qualche giorno fa il partito ha
annunciato che fra breve la Costituzione sarà cambiata per permettere a Xi
Jinping di restare al potere anche dopo il 2022, quando scadrà il suo secondo
mandato. Xi sarà come Mao.
tempo è finito con le nostre illusioni. Qualche giorno fa il partito ha
annunciato che fra breve la Costituzione sarà cambiata per permettere a Xi
Jinping di restare al potere anche dopo il 2022, quando scadrà il suo secondo
mandato. Xi sarà come Mao.
Intanto
la Cina è già cambiata. Nel 2017, secondo
Freedom House, per il terzo anno consecutivo il livello di libertà
su Internet nel paese è stato il peggiore del mondo dopo Siria ed Etiopia. Lo
strumento che doveva essere di apertura e di libertà, in Cina è stato
trasformato in un sistema di sorveglianza della società civile: un gigantesco
algoritmo che fornisce un dettagliato profilo di ogni cittadino. Scrive Global
Times, la voce del regime in lingua inglese: “Alcune parti essenziali del
sistema di valori occidentale, stanno collassando. La democrazia, che è stata
esplorata e praticata dalle società occidentali per centinaia di anni, si sta
lacerando”.
la Cina è già cambiata. Nel 2017, secondo
Freedom House, per il terzo anno consecutivo il livello di libertà
su Internet nel paese è stato il peggiore del mondo dopo Siria ed Etiopia. Lo
strumento che doveva essere di apertura e di libertà, in Cina è stato
trasformato in un sistema di sorveglianza della società civile: un gigantesco
algoritmo che fornisce un dettagliato profilo di ogni cittadino. Scrive Global
Times, la voce del regime in lingua inglese: “Alcune parti essenziali del
sistema di valori occidentale, stanno collassando. La democrazia, che è stata
esplorata e praticata dalle società occidentali per centinaia di anni, si sta
lacerando”.
Un
professore dell’Università Cinese di Hong Kong spiega al Washigton Post che “la
più credibile legittimazione per il Pc cinese come per Xi, è il nazionalismo”. Il
nazionalismo, lo stesso pericoloso motore che qualche giorno più tardi a Mosca
ha spinto Vladimir Putin ad annunciare i nuovi acquisti del suo arsenale
nucleare: le armi definitive, le più veloci, le più potenti che nessuno può
fermare.
professore dell’Università Cinese di Hong Kong spiega al Washigton Post che “la
più credibile legittimazione per il Pc cinese come per Xi, è il nazionalismo”. Il
nazionalismo, lo stesso pericoloso motore che qualche giorno più tardi a Mosca
ha spinto Vladimir Putin ad annunciare i nuovi acquisti del suo arsenale
nucleare: le armi definitive, le più veloci, le più potenti che nessuno può
fermare.
In realtà
quello tenuto per due ore al Cremlino era più un comizio che un annuncio: il 18
si vota e di certo Putin vincerà il mandato per altri sei anni: alla fine
saranno 24 di potere assoluto. Ma il presidente vuole stravincere, battendo
anche l’astensionismo. Non avendo risultati economici da presentare, il
nazionalismo e la minaccia occidentale sono i pezzi forti per l’ennesima
vittoria.
quello tenuto per due ore al Cremlino era più un comizio che un annuncio: il 18
si vota e di certo Putin vincerà il mandato per altri sei anni: alla fine
saranno 24 di potere assoluto. Ma il presidente vuole stravincere, battendo
anche l’astensionismo. Non avendo risultati economici da presentare, il
nazionalismo e la minaccia occidentale sono i pezzi forti per l’ennesima
vittoria.
Il
problema non sono le nuove armi annunciate con retorica brutalità. Anche dando
per buono che esistano o siano in fase di realizzazione, non cambiano la mutua
capacità di distruzione che esiste già. È il tono della minaccia, il livello
della nuova sfida nucleare: “Nessun ci voleva ascoltare, adesso ci
ascolterete”.
problema non sono le nuove armi annunciate con retorica brutalità. Anche dando
per buono che esistano o siano in fase di realizzazione, non cambiano la mutua
capacità di distruzione che esiste già. È il tono della minaccia, il livello
della nuova sfida nucleare: “Nessun ci voleva ascoltare, adesso ci
ascolterete”.
L’errore
più grave dei tanti commessi dagli Stati Uniti quando ancora esisteva la
possibilità di integrare la Russia in un sistema internazionale positivo, fu
nel 2002 l’uscita dall’ABMT, il Trattato si missili anti-balistici. Era
l’accordo che vietava la creazione di scudi spaziali o terrestri per impedire
possibili attacchi nucleari. Uscendo dal trattato, gli Usa minacciavano di
vanificare il potere di deterrenza russa e dunque l’equilibrio nucleare che
permetteva a Mosca di essere una potenza al pari degli Stati Uniti: nelle armi
convenzionali la Russia è di gran lunga inferiore. È da quel punto che Putin ha
incominciato la sua guerra all’America e all’Occidente.
più grave dei tanti commessi dagli Stati Uniti quando ancora esisteva la
possibilità di integrare la Russia in un sistema internazionale positivo, fu
nel 2002 l’uscita dall’ABMT, il Trattato si missili anti-balistici. Era
l’accordo che vietava la creazione di scudi spaziali o terrestri per impedire
possibili attacchi nucleari. Uscendo dal trattato, gli Usa minacciavano di
vanificare il potere di deterrenza russa e dunque l’equilibrio nucleare che
permetteva a Mosca di essere una potenza al pari degli Stati Uniti: nelle armi
convenzionali la Russia è di gran lunga inferiore. È da quel punto che Putin ha
incominciato la sua guerra all’America e all’Occidente.
Per
fermare questo cammino dovrebbe riprendere un dialogo. Ma se guardiamo lo stato
delle cose nel mondo, l’impresa appare decisamente impossibile. Xi e Putin si
armano (più discretamente, anche i cinesi incrementano e perfezionano il loro
arsenale), assumono sempre più un profilo da satrapi asiatici: la democrazia
occidentale per loro è una minaccia. A Washington, intanto, Donald Trump si
isola, minando quotidianamente in parole e dazi, la forza più grande – più
della forza militare – che l’America ha sempre avuto sugli avversari: la
capacità di costruire sistemi di alleanza, proficui per lei e per chi si
associava.
fermare questo cammino dovrebbe riprendere un dialogo. Ma se guardiamo lo stato
delle cose nel mondo, l’impresa appare decisamente impossibile. Xi e Putin si
armano (più discretamente, anche i cinesi incrementano e perfezionano il loro
arsenale), assumono sempre più un profilo da satrapi asiatici: la democrazia
occidentale per loro è una minaccia. A Washington, intanto, Donald Trump si
isola, minando quotidianamente in parole e dazi, la forza più grande – più
della forza militare – che l’America ha sempre avuto sugli avversari: la
capacità di costruire sistemi di alleanza, proficui per lei e per chi si
associava.
Neanche
negli anni più cupi della Guerra fredda l’idea democratica è stata così a
rischio. Lo studio di Freedom House che ho citato prima, rivela un dato ancora
più drammatico dell’involuzione cinese: solo il 23% della popolazione mondiale
usa Internet in piena libertà. Il 28% parzialmente, il 36 in assenza di libertà
e il 13% non vi ha accesso.
negli anni più cupi della Guerra fredda l’idea democratica è stata così a
rischio. Lo studio di Freedom House che ho citato prima, rivela un dato ancora
più drammatico dell’involuzione cinese: solo il 23% della popolazione mondiale
usa Internet in piena libertà. Il 28% parzialmente, il 36 in assenza di libertà
e il 13% non vi ha accesso.
