L’Ucraina opta per la NATO
12 Giugno 2017
La Rada sembra pendere verso occidente, ma l’ultima parola spetterà al Popolo

Non è stato proprio un colpo di scena, ma quasi. Giovedì scorso la Verchovna Rada, il parlamento monocamerale di Kiev, ha riesumato l’obiettivo di traghettare l’Ucraina nell’Alleanza atlantica abrogando la neutralità proclamata per legge all’indomani dell’accesso all’indipendenza nel 1991. Già ventilato dopo la ‘rivoluzione arancione‘ del 2004 che aveva portato al potere uno schieramento filo-occidentale successivamente spodestato per via democratica, l’obiettivo si era implicitamente riproposto con la ‘rivoluzione di Maidan’ del 2014. Appariva però realisticamente non perseguibile a causa della dura reazione russa (appropriazione con la forza della Crimea, aiuto militare alla ribellione del Donbass) anche alla sola prospettiva di un’associazione ucraina all’Unione europea.
Per quanto “ibrido”, il conflitto armato che ne è seguito e si trascina da tre anni, con un bilancio provvisorio di 10 mila vittime, un milione e mezzo di profughi, ingenti danni materiali e gravi ricadute economiche, sembrava infatti precludere una scelta di campo così radicale da comportare il rischio di un più ampio scontro ad oltranza tra la Russia e i protettori occidentali del nuovo regime di Kiev. Il pericolo, insomma, che la nuova guerra fredda già in atto, o percepita da più parti come tale, sfoci addirittura in quel conflitto caldo cui non si era arrivati neppure quando al posto della Russia, a misurarsi con la NATO, si trovava la ben più grande e più potente Unione Sovietica.
