Kenya, ombre sulla trasparenza del voto
7 Giugno 2017
Investito quasi un milione di dollari per informatizzare sia la registrazione dei votanti sia lo spoglio delle urne. Ma le frodi sono dietro l’angolo

Il principale problema delle elezioni in Africa riguarda la trasparenza del voto. Un problema che è all’origine delle contestazioni, con gravi ripercussioni sociali e di sicurezza nazionale. Nel 2016 la mancanza di trasparenza nelle elezioni ha causato seri rischi per la pace in Uganda e in Gabon. Dinanzi a seri dubbi sulla trasparenza, i partiti di opposizione si sentono spogliati della vittoria, accusano il governo di frodi elettorali, si dichiarano vincitori e tentano di ribaltare gli esiti delle urne con le manifestazioni popolari regolarmente represse dalle forze dell’ordine. In alcuni casi il sospetto di frodi elettorali viene utilizzato in modo strumentale dai partiti di opposizione. Un altro aspetto negativo della mancata trasparenza del voto consiste nel convogliare più energie ed impegno per organizzare le manifestazioni di protesta post elettorali rispetto a quelle che dovrebbero essere destinate per promuovere tra l’elettorato un programma politico convincente, alternativo e vincente.
Le frodi elettorali comunemente usate in vari Paesi africani sono principalmente quattro. La doppia registrazione dei votanti in differenti seggi che permette alla stessa persona di votare in due o più seggi elettorali. Carte elettorali distribuite ad immigrati non aventi diritto al voto nel Paese ospite. Per presentare dati corretti sul numero totale dei votanti senza che vadano in contrasto con i dati demografici si impedisce il diritto di voto ai cittadini sospetti di simpatizzare per l’opposizione sostituendoli con i voti degli immigrati. ‘Ballot stuffing’ termine usato per indicare la pratica di schede elettorali già marcate a favore del partito al governo o del suo candidato alle Presidenziali e successivamente inserite nelle urne. Anche in questo caso per non essere in contrasto con i dati demografici vengono eliminate le varie schede dell’opposizione o si rifiuta il diritto di voto ai cittadini che si sono recati ai seggi adducendo vari pretesti o dubbi sulla loro identità. Alterazione dei risultati elettorali scaturiti dai singoli seggi. Operazione che normalmente viene eseguita negli uffici di coordinamento elettorale delle Commissioni Indipendenti che gestiscono il voto.
