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Burundi: Unione Europea accusata di attività eversive

14 Giugno 2017

L’accusa è di aver sabotato il processo elettorale del 2015, istigando i partiti di opposizione a non partecipare

Il regime di Pierre Nkurunziza, forte del sostegno di Cina e Russia, ha deciso di inasprire i già tesi rapporti con il suo primo partner commerciale e finanziatore, l’Unione Europea, accusandola di aver tentato di attuare un cambiamento di regime in Burundi. Le gravi accuse sono state depositate ufficialmente al Parlamento europeo lo scorso 5 giugno e solo recentemente rese note all’opinione pubblica. Il governo di Bujumbura accusa l’Unione Europea di aver sabotato il processo elettorale del 2015. Le elezioni si svolsero nell’estate del 2015 dopo il fallito colpo di Stato tentato nel maggio e l’immediata repressione dell’opposizione popolare al terzo mandato del Presidente Pierre Nkurunziza. Constatata l’inutilità di partecipare a delle elezioni con esito prestabilito, la maggioranza dei partiti di opposizione decise di non partecipare per non correre il rischio di offrire una legalità al terzo mandato di Nkurunziza. Nonostante le istituzioni e diplomazia internazionali continuino a considerare Nkurunziza come un Capo di Stato, di fatto la sua Presidenza e il suo partito CNDD-FDD occupano il potere illegalmente dal giugno 2015. La natura illegale del potere è determinata dall’accesso al terzo mandato contro la Costituzione e da elezioni farsa con candidato unico. L’Unione Europea  è accusata di aver istigato i partiti di opposizione a non partecipare alle elezioni.