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Amianto, gli ex lavoratori delle Ogr di Bologna continuano a morire

11 Maggio 2017

Fabio, 71 anni, è la quinta vittima della malapolvere in pochi mesi. Il bilancio ora è di 257 morti accertati. Ma almeno un’altra decina di ex operai ha il mesotelioma. La strage infinita delle Officine grandi riparazioni.

Fabio è il numero 257. È morto il 10 maggio 2017, a casa sua. A ucciderlo è stato il mesotelioma, una forma di tumore ai polmoni correlata all’esposizione all’amianto. E la malapolvere ha ammazzato altri 256 ex operai delle Officine grandi riparazioni di Bologna di proprietà di Ferrovie dello Stato: 118 proprio per mesotelioma pleurico, cinque per tumore peritoneale e 133 per tumore maligno del polmone.

UN’EPIDEMIA SILENZIOSA. Una strage silenziosa, diluita negli anni e che difficilmente potrà essere quantificata. Le 257 vittime sono solo quelle riconosciute dall’Ausl. «I morti di tumore tra gli ex lavoratori», precisa a Lettera43.it Salvatore Fais, delegato Cgil della Ogr, «sono circa 600». E il bilancio si aggiorna di mese in mese. «Una decina di altri sono malati, sanno che moriranno. A un ex collega è stato diagnosticato il mesotelioma la settimana scorsa. È così: appena uno ci lascia un altro prende il suo posto». Per questo Fais non chiama molti di loro nemmeno per aggiornarli dei decessi. «Hanno paura, e non vogliono più sapere», dice amaro.