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Tap, le cose da sapere sul gasdotto che allarma la Puglia

21 Marzo 2017

La condotta dovrebbe portare in Italia il metano proveniente dall’Azerbaijan. Approdo sulle spiagge di Melendugno e 221 ulivi da espiantare. Emiliano: «Opera voluta dal governo, per noi spostare gli alberi è illegittimo».

A Melendugno, nel Salento, i cantieri del Tap sono partiti, ma dopo appena un giorno si sono già fermati. La Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto che dovrebbe portare in Italia il metano proveniente dall’Azerbaijan (attraverso la Grecia, l’Albania e il mare Adriatico), prevede infatti il trasferimento temporaneo di 221 ulivi, da mettere a dimora altrove per il tempo necessario alla realizzazione di un tunnel lungo nove chilometri. Le operazioni di espianto, che il 20 marzo hanno riguardato i primi 40 alberi, sono state sospese. Perché assieme ai lavori sono partite le proteste: per due volte le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, hanno forzato il blocco attuato dai manifestanti, ma i mezzi della società Tap non sono comunque riusciti a passare.

EMILIANO NON CI STA. In campo è sceso direttamente anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano: «Secondo noi lo spostamento degli ulivi è illegittimo, ma la Regione non ha gli strumenti per fermare i lavori. Il governo ha dato ordine alla polizia di favorire l’operazione, considerata assolutamente strategica». L’opera è stata ritenuta strategica anche dall’Unione europea e la procura di Lecce ha già archiviato un’inchiesta per presunte irregolarità, senza ravvisare violazioni. Ma perché il Tap è così importante per Roma e Bruxelles?