General,

Il Capo migliore? Quello che si preoccupa del malessere di chi lavora per lui

6 Marzo 2017

L’umanità è una caratteristica fondamentale di chiunque voglia fare il manager, al pari – se non più – di qualunque altra competenza. Non coltivarla è un errore che rischia di costare molto caro

Scrivo di comportamento manageriale perché sono interessata al lato umano delle relazioni di lavoro e ne patisco la sempre più frequente assenza. Che sia tra persone che lavorano insieme o verso l’esterno.

Mancanza di rispetto, presunzione, vessazione, rancore, tracotanza, aggressività e altro ancora non sono forse la norma, ma sono atteggiamenti sempre più diffusi e molti lamentano si sia superato il limite.

Le indagini di clima, così le chiamano, come se avessero a che fare con la meteorologia e non con le persone, condotte con solerzia dalle stesse organizzazioni, fanno emergere insoddisfazione, malessere e disagio tra chi vi lavora.

Solo che finita l’indagine finita la festa. Le luci si spengono e tutto resta come prima.

Non intendo minimamente cadere nella trappola, che in questo caso mi sarei pure tesa da sola, di scrivere sul tema dell’Umanizzazione del Lavoro: sarebbe come irrompere con brutalità sulla scena di chi da anni ne parla con profondità e competenza. Anche solo il sintetizzarne il pensiero qui lo vivrei come una banalizzazione.