IL RISCATTO DEI BAMBINI SOLDATO
3 Febbraio 2017

“Quando ero piccola ho avuto un sacco di problemi con il mio patrigno. Spesso arrivava ubriaco a casa, mi picchiava e mi lasciava lividi. Mi ha picchiato anche con dei bastoni caldi, appena tolti dal fuoco. Ha anche cercato di abusare di me, ma io mi sono rifiutata e ho raccontato tutto alla mia mamma. Ma lei non mi ha creduto. Non sentivo il suo amore e per questo ho deciso di unirmi alla guerriglia”. Così, a soli tredici anni, e con un tentato suicido alle spalle, Catalina decide di lasciare la sua casa e di unirsi alla guerriglia. Lei, insieme a Manuel – un ragazzo che per alcuni aspetti ha una storia molto simile alla sua – è la protagonista del documentario “Alto el fuego“, realizzato dalla Misiones Salesianas. Si tratta di un focus sulla storia dei minori che vengono arruolati nelle file dei vari gruppi di guerriglieri che da oltre 50 anni sono impegnati in un conflitto contro il Governo Colombiano. I Salesiani che operano nella Ciudad don Bosco, hanno dato il via a un progetto che accoglie, aiuta a superare i traumi della guerra e accompagna questi giovani verso il loro reinserimento nella società.
Il soldato perfetto
Dopo aver abbandonato la loro casa – per problemi familiari o perché non ci sono abbastanza soldi – per questi ragazzi non resta che un’unica soluzione per poter sopravvivere: la guerriglia. I gruppi armati, i paramilitari, l’Eln (Esercito di liberazione nazionale), le Farc (forze armate rivoluzionarie della Colombia), “reclutano bambini, bambine, adolescenti e giovani – spiega padre Rafael Bejarano, salesiano direttore della Ciudad don Bosco di Medellin – perché sono prede facili”. “Sono soldati perfetti perché: ‘Se non lo fai, ti ammazziamo’. E’ un terrorismo psicologico permanente – spiega nel documentario padre Bejarano -. Sono i primi che iniziano a pensare: ‘Devo farlo per proteggere la mia famiglia. E devo farlo bene‘”.
Lo sfruttamento sessuale
Oltre ad essere mandate a combattere le bambine e le adolescenti vengono considerate un oggetto sessuale. Vengono fatte fidanzare in giovanissima età, circa 9-10 anni e subito inizia il loro sfruttamento. Vengono tenute come spose o come amanti dei comandanti più alti. Ci sono ragazze che hanno perso figli perché costrette ad abortire o, più semplicemente perché i guerriglieri aspettano che il bambino nasca e poi lo regalano alle popolazioni vicine. Alcune ragazze che a 15-16 anni sono state obbligate ad abortire cinque o sei volte.
