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Ecuador al voto per cambiare pelle

9 Febbraio 2017

Tra poche certezze e moltissime incertezze, il Paese si appresta a eleggere il successore di Correa

Quito – Fra poco meno di due settimane, il 19 febbraio, l’Ecuador andrà eleggere  il nuovo Presidente della Repubblica. Dopo dieci anni al potere, infatti, Rafael Correa vede scadere il suo mandato e si ritirerà in Belgio, Paese d’origine della moglie, da dove cercherà di restare fuori dalla vita politica per almeno i prossimi 4 anni; periodo in cui il neo Presidente si farà carico del Paese.
Le prossime elezioni, intanto, tengono banco nel Paese e scaldano gli animi degli ecuadoriani per l’esito molto incerto. Qualcosa che  non accadeva da tempo, da quando Rafael Correa è sceso in campo, nel 2006, ed ha cominciato a  stravincere, insieme ai suoi  alleati,  tutte le elezioni e tutte le campagne elettorali a cui ha partecipato. Adesso che non c’è più lui a calcare la scena politica ecuadoriana, l’Ecuador sembra essere tornato alla ‘normalità’, o, come dicono da queste parti, al passato.
Quantità ma poca qualità tra i vari candidati, otto, che impostano la loro campagna su demagogia e retorica e che non fanno che confondere ed estenuare un elettorato cui, invece, Correa sapeva trasmettere speranza e convinzione ideologica. Persino il candidato sponsorizzato dal Governo, e quindi da Correa, Lenin Moreno, vice Presidente di Rafael Correa dal 2007 al 2013, non sembra in grado di imprimere la forza necessaria alla sua campagna, che per ora non decolla, e sebbene sia considerato il favorito, potrebbe non riuscire a raggiungere la soglia del 40% che gli consentirebbe di evitare il ballottaggio nel caso in cui il suo diretto inseguitore arrivasse secondo con un margine superiore al 10%.
Risultato, quello del 40% al primo turno, possibilissimo e quasi scontato in avvio di campagna ma, con il passare del tempo, Moreno, costretto su una sedia a rotelle a causa di uno sparo nel corso di una rapina, sembra aver perso slancio, e l’intenzione di voto si attesterebbe sul 34%; insufficiente per vincere al primo turno. E per di più, tenderebbe al ribasso causa una serie di denunce e scandali di corruzione legati all’impresa Odebrecht e all’ente petrolifero statale Petro Ecuador che appunta a coinvolgere il suo compagno di formula Jorge Glas, uomo forte dell’attuale mandatario.