Poesia del giorno Andrej Andreevič Voznesenskij

Autunno
Sciabordio d’ali d’anitra. E, insieme,
per il viottolo segreto,
scintillio d’ultime ragnatele,
di ultimi viaggi in bicicletta.
Su, segui tu pure il loro esempio.
Bussa all’ultima casa per l’addio.
Sai che una donna abita lí dentro:
non aspetta per la cena il marito.
Per me, lei tirerà svelta il paletto,
si stringerà con la guancia alla mia giacca,
ridendo, lei, mi tenderà la bocca.
Ma d’improvviso, spenta, capirà tutto:
l’invito autunnale dei campi, il volo
dei semi, le famiglie che si dissolvono…
Lí, infreddolita e giovane,
starà a pensare, ecco,
che il melo, anche lui, porta il suo frutto,
che la Bianca, anche lei, ha il suo vitello.
Che la vita fermenta in cave querce annose,
nei campi, nelle case, dentro boschi ventosi.
A loro, germinare, stridere di richiami;
a lei, invece gemere, e struggersi invano.
Che ardore in quel sussurro delle labbra:
“ Per cosa, le spalle, i seni, le braccia,
e vivere, accendere il fuoco,
e, la mattina, al lavoro? ”
Le poserò le mani sulle spalle…
perché che cosa posso dirle?
Dai vetri, intanto, nella prima brina,
s’aprono fuori campi d’alluminio.
Su loro, nere, su loro, argentee,
allungandosi laggiú, sino alla linea
ferroviaria, arriveranno le mie impronte.
