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Siria, Isis verso la guerra sporca, i militanti pronti a resistere

9 Novembre 2016

Tattiche suicide dei soldati di Daesh per provocare quante più perdite possibile



Le operazioni delle forze curde contro Isis sono iniziate sabato scorso e puntano a circondare e prendere Raqqa. Dopo il presunto messaggio di Al Baghdadi che motivava i miliziani a resistere, i soldati di Daesh non esitano ad usare tattiche suicide per provocare quante più perdite possibile nelle file nemiche centinaia.
Per questo motivo centinaia di siriani fuggono da Raqqa, l’autoproclamata capitale dello Stato Islamico, mentre infuriano le battaglie fra i militanti che hanno deciso di resistere a qualsiasi costo, e i Peshmerga curdi sostenuti dalle forze armate degli Stati Uniti.
Chi da quella zona devastata dalla guerra è riuscito a fuggire racconta tutte le disgrazie vissute. Una donna che saluta i liberatori dichiara: «Isis ci puniva per qualsiasi cosa, il pane era costoso, la benzina carissima, tutto era costoso. Ci punivano per la minima infrazione, ma adesso sarà Dio a punirli».
L’operazione militare, denominata ‘Rabbia dell’Eufrate‘ , è per lo più concentrata nelle zone di Raqqa e nella città di Ain Issa, ad una cinquantina di chilometri di distanza, uno degli snodi cruciali per i jihadisti di Isis per controllare l’arrivo di rifornimenti.
Ankara ha però ripetuto che la Turchia «vuole separare i gruppi armati con un’agenda politica da quelli davvero interessati a liberare la regione dal giogo jihadista.»