Referendum: quando gli italiani all’estero fanno la differenza
16 Novembre 2016
Chiusa la spedizione dei plichi elettorali a 4.023.902 italiani all’estero, che potrebbero essere determinanti

Il prossimo 4 dicembre 50,6 milioni di italiani saranno chiamati a votare per il referendum costituzionale -e trattandosi di una consultazione confermativa, non è previsto dalla legge un quorum; non si richiede, cioe’, che alla votazione partecipi la maggioranza degli aventi diritto e l’esito è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione. Dei poco più di 50milioni di votanti, 4 milioni (precisamente 4.023.902) sono italiani residenti all’estero. Tra questi: 31.462 sono elettori ‘temporanei’, ossia cittadini residenti in Italia che per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trovano in un Paese estero, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione referendaria e che hanno optato per votare all’estero; e sono, infine, 1.346 gli elettori residenti all’estero e iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) che hanno optato per votare in Italia.
Entro oggi, 16 novembre, sono stati spediti i 4.023.902 plichi elettorali a tali elettori italiani all’estero.
Il sistema elettorale per i concittadini all’estero è decisamente complesso. Gli italiani residenti all’estero possono votare per corrispondenza e sono quindi iscritti d’ufficio nelle liste elettorali dedicate. Quanti intendono esercitare il diritto di voto in Italia hanno dovuto esercitare opzione in tal senso al Consolato entro l’8 ottobre. Il Viminale consegna al Ministero degli Esteri il modello della scheda elettorale non più tardi del ventiseiesimo giorno antecedente la data della consultazione: le rappresentanze diplomatiche e consolari provvedono alla stampa delle schede e del materiale da inserire nei plichi da recapitare agli elettori della Circoscrizione Estero.
Gli uffici consolari spediscono «con il sistema postale piu’ affidabile e, ove possibile, con posta raccomandata, o con altro mezzo di analoga affidabilità» a tutti gli elettori, non oltre 18 giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, un plico contenente il certificato elettorale, la scheda e la relativa busta piccola, nonchè una busta grande affrancata recante l’indirizzo dell’ufficio consolare competente. L’operazione che si è conclusa oggi.
L’elettore, ricevuto il plico con la scheda, esprime il proprio voto sulla scheda referendaria, la mette nella busta piccola e la chiude; inserisce, nella busta grande affrancata, il tagliando staccato dal certificato elettorale e la busta piccola contenente la sola scheda; spedisce, infine, il tutto al Consolato competente. Sono considerate valide le buste pervenute al Consolato entro le 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per la votazione in Italia, e quindi entro giovedì 1° dicembre 2016. Gli elettori residenti all’estero che, entro 14 giorni dalla data della votazione in Italia, non abbiano ricevuto a casa il plico con la scheda, possono farne richiesta presentandosi di persona al Consolato.
Le schede votate dagli elettori all’estero, incluse nelle apposite buste, vengono spedite in Italia dai Consolati mediante valigia diplomatica accompagnata. I plichi arrivati in Italia vengono presi in consegna dall’Ufficio centrale per la Circoscrizione Estero presso il quale vengono istituiti seggi elettorali per lo scrutinio: le relative operazioni iniziano alla stessa ora dello spoglio dei voti espressi nei seggi istituiti sul territorio nazionale, e cioè alle 23 di domenica 4 dicembre. Novità importante: alla luce delle modifiche apportate dall’Italicum alla legge sul voto degli italiani all’estero, possono votare per corrispondenza anche tutti gli elettori che si trovano temporaneamente all’estero per un periodo previsto di almeno tre mesi (comprendente la data di votazione) e per motivi di lavoro, studio o cure mediche nonche’ i loro familiari conviventi.
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