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Volo Malaysia Airlines. L’inchiesta: «Russo il missile che abbattè l’aereo malese»

28 Settembre 2016

La procura olandese: il Boeing 777 della Malaysia Airlines MH17 abbattuto sull’Ucraina nel 2014, colpito da un missile lanciato dai territori occupati dai separatisti filorussi. La Russia nega: «Nessun missile è mai uscito dal Paese»La procura olandese: il Boeing 777 della Malaysia Airlines MH17 abbattuto sull’Ucraina nel 2014, colpito da un missile lanciato dai territori occupati dai separatisti filorussi. La Russia nega: «Nessun missile è mai uscito dal Paese»

Il missile che il 17 luglio 2014 abbattè il volo MH17 della Malaysia Airlines, che stava percorrendo la rotta tra Amsterdam e Kuala Lumpur, uccidendo i 273 passeggeri ed i 15 membri di equipaggio, era stato fornito dai russi. Lo ha stabilito l’inchiesta della procura olandese. Si trattava di un missile lanciato da un sistema Buk in dotazione sia alle forze armate russe che ucraine, esploso a meno di un metro dalla cabina di pilotaggio. «Nessun sistema della difesa aerea russa è mai stato trasportato dalla Russia all’Ucraina», nega il ministero della Difesa russo, sottolineando che le conclusioni dell’indagine internazionale si basano principalmente su fonti on line e sui servizi segreti ucraini.


Batteria riportata in Russia
«Sulla base dell’inchiesta penale abbiamo concluso che il volo MH17 è stato abbattuto da un sistema missilistico (antiaereo) Buk proveniente dal territorio della Federazione russa e dopo che (il missile) è stato lanciato (la batteria) è stata riportata indietro in Russia» ha dichiarato il procuratore Wilbert Paulissen, uno dei responsabili dell’inchiesta. La notizia è stata annunciata in una conferenza stampa a Nieuwegein, nei Paesi Bassi. I membri dell’equipe, la «Joint investigation team (Jit)», provengono da Paesi Bassi, Australia, Ucraina, Malesia e Belgio. Gli esperti hanno anche indicato che il missile è stato sparato da un campo vicino a Pervomajsk, nella zona orientale controllata dai ribelli filorussi.
Mosca nega
I risultati confermano le prime conclusioni ufficiali, pubblicate il 9 settembre 2014 dalle autorità olandesi. Mosca e i separatisti negano questa ricostruzione: «Non avevamo questo tipo di sistema antiaereo a nostra disposizione, né i sistemi né gli specialisti, per questo non potevamo abbattere il Boeing», ha dichiarato Eduard Basurin, vice capo del comando operativo dei separatisti dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk.
Cento potenziali implicati
Robby Oehlers, il cugino di una delle vittime, ha affermato che gli investigatori hanno identificato cento potenziali sospettati del lancio del missile. Non sarà possibile, però, processarli, dato che non c’è un accordo internazionale sulla competenza territoriale.