Massacro degli Yazidi, l’ONU: “Daesh commette genocidio”
di Edith Driscoll, 17 giugno 2016

La Commissione d’inchiesta ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di deferire la situazione alla Corte dell’Aja.
Lo Stato islamico (Isis) ha commesso e continua a commettere il crimine di genocidio
contro la comunità yazidi, che vuole distruggere, nonché crimini contro
l’umanità e crimini di guerra. Lo denuncia una Commissione d’inchiesta
delle Nazioni Unite, in un rapporto reso noto oggi a Ginevra
chiedendo al Consiglio di Sicurezza di deferire la situazione alla Corte
Penale internazionale o a un tribunale ad hoc.
L’istanza rivolta alle parti impegnate nella lotta contro l’Isis in Siria
e in Iraq è di”prendere in seria considerazione piani di
salvataggio”degli yazidi. Oltre 3.200 donne e bambini sono in mano
all’Isis, la maggior parte in Siria, dove le donne e le ragazze yazidi
sono vittime di schiavitù sessuale. I ragazzi sono indottrinati e
addestrati mentre migliaia di uomini e ragazzi sono scomparsi, denuncia
la Commissione che documenta atrocità “inimmaginabili” perpetrate contro
la comunità religiosa degli yazidi, considerata infedele dall’Isis,
dall’attacco dell’agosto del 2014 nella regione di Sinjar, nel nord
dell’Iraq.
“Il genocidio si è verificato ed è in corso – ha
detto Paulo Pinheiro, presidente della Commissione d’inchiesta -. Daesh
non ha nascosto l’intento di distruggere gli Yazidi di Sinjar e questo è
uno degli elementi che ci hanno consentito di concludere che le loro
azioni equivalgono a genocidio”. Il rapporto è stato redatto sulla base
di interviste di sopravvissuti, leader religiosi, trafficanti,
attivisti, avvocati, personale medico, giornalisti e un vasto materiale
raccolto dagli esperi dell’Onu.
L’opera di distruzione nei confronti della comunità yazide
assume molte forme: uccisioni, schiavitù anche sessuale, tortura,
trattamenti inumani, conversione forzata, condizioni di vita che
conducono ad una lenta morte, afferma il documento che cita la
testimonianza di una donna venduta 15 volte e casi di bambine di appena
nove anni vendute come schiave nei mercati in Siria. Non deve esserci
impunità per tali crimini, ha detto Pinheiro ricordando l’obbligo degli
Stati previsto dalla Convenzione contro il genocidio di prevenire e
punire il genocidio.
FONTE: Interris
