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Nella patria della poesia estemporanea

di
Stefano Pacini, frontierenews, 06 Maggio, 2016. 

A
Ribolla, in Maremma, la poesia popolare sopravvive grazie ai cantori
estemporanei, che si sfidano con le ottave. 

Un patrimonio culturale
per troppo tempo snobbato dalla critica.





C’era
una volta, e c’è ancora, una terra selvaggia non ancora doma dove
risuonano i canti di poeti pastori, che si sfidano tra loro su un
tema a contrasto, usando l’ottava rima e le sue regole.
L’ottava
è una strofa composta da otto endecasillabi rimati che seguono lo
schema ABABABCC quindi i primi sei endecasillabi sono a rima
alternata, e gli ultimi due a rima baciata ma diversi dai versi
precedenti e uguali a quella del primo verso dell’ottava
successiva. 

Il tutto fatto al momento, seguendo il tema, andando
avanti per molto tempo se il contrasto è tra due poeti forti che non
accennano a chiudere ma continuano a duellare.
 
Nella
sala un uomo con un cappello passa tra la folla e
raccoglie bigliettini scritti: sono i temi del contrasto, natura
e progresso, amore e denaro, Renzi e Berlusconi, e tanti altri, e
saranno tirati a sorte e abbinati alla coppia di poeti che dovranno
sfidarsi con le ottave, dando vita a duelli epici come quelli tra
Niccolino Grassi e Emilio Meliani.


Non è un
sogno di un Arcadia perduta, né una terra lontana, è vicino, è
in Maremma. 
A Ribolla, ex villaggio minerario, tristemente noto
per l’esplosione della miniera di carbone che il 4 maggio 1954
provocò 43 morti, e il dolente libro di Bianciardi e Cassola  “I
minatori di Maremma”, e l’emigrazione di Luciano Bianciardi a
Milano, dove scrisse “La vita agra” e rimpianse fino alla morte
la Maremma perduta. 
A Ribolla nella pianura che guarda Montemassi il
castello ritratto dal Guidoriccio, ogni seconda domenica d’aprile
convergono i poeti estemporanei da Toscana, Lazio, Abruzzo,
rinnovando la magia di una poesia popolare che dopo sette secoli si
pensava perduta sul finire degli anni ’80 con la scomparsa della
civiltà contadina.


Poesia che
è ancora praticata in Corsica e Sardegna e, con lievi differenze,
nel nord Africa, a Cuba e in Venezuela. Spesso ignorata e snobbata
dai critici, ultimamente è al centro di un interesse rinnovato che
la mette al centro di festival e progetti culturali. 
Numerosi comuni
toscani hanno costituito l’associazione Ottava Rima per meglio
coordinarsi.



Sempre in Maremma, a Pianizzoli, nei
dintorni di Massa Marittima, nel podere che fu del leggendario
poeta Lio Banchi, è nata una scuola di poesia estemporanea, e le
ottave non sono più praticate solo da anziani bardi, ma diversi
giovani frequentano la scuola e vivacizzano l’incontro nazionale di
Ribolla. Sono forse il punto di raccordo tra la tradizione più
antica e le strofe rap di tanti loro coetanei. 

Qualcosa di nuovo sta
nascendo, la poesia contadina continua a germogliare.