Hong Kong, pene più dure per i tre giovani leader degli ‘ombrelli gialli’
17 Agosto 2017
Joshua Wong, Alex Chow e Nathan Law condannati a 6-8 mesi di carcere

Tornano a fare notizia i leader che avevano portato alla rivoluzione degli ‘Ombrelli Gialli’, i 79 giorni di protesta antigovernativa e pro-democrazia contro Pechino portata avanti per lo più da giovani studenti. Joshua Wong, Alex Chow e Nathan Law, tre leader studenteschi della protesta sono stati condannati al carcere per un periodo che va dai 6 agli 8 mesi.
«Rinchiuderete i nostri corpi ma non le nostre menti, vogliamo la democrazia per Hong Kong, e non ci arrendiamo», dichiarano i tre ragazzi, rispettivamente di 20, 26 e 24 anni, che vedono con questa sentenza l’inasprimento della pena precedente: lavori socialmente utili per Joshua Wong e Nathan Law, e solo tre settimane di prigione per Alex Chow. «Metterci in carcere non estinguerà il desiderio dei cittadini di Hong Kong di avere il suffragio universale. Siamo più forti e più determinati, e vinceremo», ha scritto su twitter Joshua Wong.
L’arresto dei tre aveva avuto luogo anni fa, il 26 settembre 2014, quando gli studenti avevano preso parte alle proteste davanti alla sede del governo a Hong Kong facendo infuriare le autorità centrali di Pechino, che mal sopportano lo spirito della piccola città, per cento anni colonia britannica e solo recentemente tornata sotto il controllo della Cina continentale.
Le proteste della ‘rivoluzione degli ombrelli’ avevano provocato la reazione, anche violenta, della polizia. Proprio a causa degli scontri con le forze dell’ordine i tre ragazzi erano stati incriminati. La protesta, tuttavia, era andata avanti per quasi tre mesi, con le strade di Hong Kong occupate da numerosi manifestanti accampati.
Molti dei ‘dissidenti’ non hanno dimenticato quelle giornate e si sono recati sotto al tribunale in cui veniva stipulata la sentenza, in solidarietà con i tre giovani studenti. La procura ha implementato un inasprimento delle pene per i manifestanti voluto dal Governo, che accusa i tre di «inviare i segnali sbagliati ai giovani». Wally Yeung, il giudice che ha emanato la sentenza, parla di «mentalità arrogante e egoista» che porta i giovani a danneggiare la pace e l’ordine pubblico durante questo genere di manifestazioni.
I simpatizzanti del movimento, tra cui diverse ONG per la difesa dei diritti umani, parlano di «prigionia politica», e di «un altro colpo alle libertà fondamentali e allo stato di diritto in Hong Kong».
