Ucraina. Ucciso il giornalista Babchenko, noto oppositore di Putin
Leonardo
Scanavino, East Journal, 30 maggio 2018
Il
giornalista russo Arkadij Babčenko è stato ucciso martedì sera,
29 maggio, a Kiev.
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Foto:
independent.uk
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Secondo
quanto riportato dalla polizia ucraina, la moglie lo avrebbe ritrovato
sanguinante all’ingresso del condominio dove abitano. È morto poco dopo
l’arrivo dei soccorsi, sull’ambulanza nel tragitto per l’ospedale, a causa
delle ferite riportate. Il capo della polizia di Kiev, Andriy Kriščenko ha aggiunto che la morte di Babčenko potrebbe essere legata alla
sua attività professionale.
Il
collega Osman Pašaev ha scritto su Facebook che “Babčenko è stato ucciso da tre colpi di pistola sparati alle spalle
nell’androne delle scale di casa sua, mentre rientrava a casa dopo aver fatto
la spesa”.
Babčenko era molto noto per il suo attivismo politico, esternato
frequentemente attraverso i social, oltre che per i suoi resoconti dalla guerra
in Cecenia. Era un noto oppositore del presidente russo Vladimir Putin. Il 25
dicembre 2016 aveva reagito
controcorrente, rispetto ai colleghi russi, alla scomparsa dei
92 passeggeri dell’aereo militare che trasportava in Siria il coro dell’Armata
Rossa assieme ad alcuni giornalisti. A seguito di questo episodio erano
iniziati gli episodi di minacce di morte e le intimidazioni, che lo avevano
portato a trasferirsi prima a Praga e successivamente a Kiev.
Nella
capitale ucraina aveva iniziato a lavorare come presentatore televisivo per il
canale ucraino dei tatari di Crimea ATR TV. Contemporaneamente, proseguiva la
sua attività giornalistica, caratterizzandosi per essere uno dei più aspri
critici del Cremlino.
Il Primo
Ministro ucraino Volodimir Grojsman ha descritto
Babčenko come “un vero amico dell’Ucraina, che stava raccontando
al mondo l’aggressione russa” aggiungendo che “i killer verranno puniti”. In
risposta, il deputato russo Evgenij Revenko, parlando all’agenzia di
stato Ria Novosti, ha affermato che “l’Ucraina sta diventando un posto molto
pericoloso per i giornalisti”, aggiungendo che “il governo ucraino non è in
grado di garantire la libertà”.
Harlem
Désir, rappresentante OSCE per la libertà dei media, si è detto “terrorizzato”
per l’accaduto, richiamando le autorità ucraine a condurre “indagini immediate
ed approfondite”. Intanto, le indagini sono state aperte e ulteriori
dichiarazioni verranno rilasciate nelle prossime ore.

